Come cambia il Fondo di Solidarietà

Ci sono cambiamenti in vista per il Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa. La Riforma del lavoro, varata dal Ministro Fornero, prevede infatti che l’accesso al Fondo sarà esclusiva di due categorie: chi perde il posto di lavoro e chi è colpito da handicap. In presenza di queste casistiche, è prevista la sospensione delle rate del mutuo per l’acquisto della prima casa.

Secondo quanto previsto dalla vecchia normativa del 2008, il Fondo permetteva, in particolari condizioni, di sospendere le rate del finanziamento, facendosi però carico degli oneri finanziari, ovvero degli interessi delle rate sospese.

Queste agevolazioni venivano concesse in vari casi, ma adesso, secondo quanto previsto dalla Riforma Fornero, la sospensione sarà limitata ai soli soggetti che dovessero perdere il posto di lavoro dipendente o parasubordinato e in presenza di forme di handicap.

Verrebbero dunque esclusi dai benefici tutti gli altri casi in precedenza previsti, come per esempio i costi di ristrutturazione e l’aumento della rata del mutuo variabile. Non verranno prese in considerazione neanche le risoluzioni consensuali, le dimissioni non per giusta causa, il raggiungimento dell’età per andare in pensione, il licenziamento per un giustificato motivo soggettivo.

Resta comunque il fatto che l’Istituto di credito può concedere la sospensione senza che siano fornite altre garanzie aggiuntive e senza il pagamento di commissioni aggiuntive o spese istruttorie.

 

Bankitalia: conferma del trend negativo

Il mondo del credito continua a rispecchiare la condizione molto difficile che stanno vivendo famiglie ed imprese italiane.

L’ultima relazione di Bankitalia denota infatti la profonda difficoltà per i giovani al di sotto dei 35 anni nell’accesso ai mutui: le concessioni sono calate di oltre il 30%. La diminuzione nel periodo tra il 2008 e il 2011 era stata di oltre il 20% rispetto al quadriennio precedente.

Le cause vanno ricercate in diversi fattori, tra cui la crisi del mercato immobiliare, l’aumento del tasso di disoccupazione e la riduzione dei redditi delle famiglie, oltre che dall’ irrigidimento dell’offerta da parte delle banche.

In lieve controtendenza risultano essere solo le erogazioni di mutui richiesti per importi superiori a 150.000 cresciuti del 2%.

Consulenza finanziaria indipendente

Sempre più famiglie americane (secondo un articolo del Il Sole 24 Ore sarebbero il 45%), ed inglesi (addirittura il 54%), si affidano al consulente finanziario indipendente per gestire i propri risparmi.

Gli italiani invece preferiscono rivolgersi al funzionario di banca o allo sportellista, senza avere ben chiaro il tema del conflitto d’interessi che può spingere una di queste due figure a consigliare prodotti finanziari proposti dalla banca per cui lavora.

Spesso inoltre, lo sportellista è una figura di cui si fidano perché ha avuto modo di aiutarli nelle semplici operazioni di gestione del conto bancario, ma che non è la persona più adeguata a consigliare come investire i propri risparmi: in primis per il conflitto d’interessi precedentemente citato, secondariamente perché non è detto che conosca bene la situazione finanziaria del cliente e in ultimo perché non è detto che abbia il tempo per essere aggiornato sui diversi prodotti finanziari.

E’ chiaro quindi il perché un consulente finanziario indipendente, che opera senza avere percentuali dalle banche per la vendita di un determinato prodotto e che fa l’interesse del cliente, capendone le esigenze, consigliandogli gli strumenti giusti per raggiungere obiettivi che tengono conto di vincoli di rendimento, rischio e costi, sia l’alternativa più ovvia per il risparmiatore che vuole una soluzione trasparente per investire i propri soldi.

Allora perché in Italia ci sono ancora così poche famiglie che ricorrono alla consulenza indipendente?

Secondo Puddu dell’Assofinance, L’Italia sarebbe rimasta indietro rispetto agli altri paesi perché non è ancora stato istituito un Organismo di Gestione, un organo deputato a stilare l’albo dei consulenti.

Nonostante questo, in Italia come in Inghilterra (dove è celebre il caso di NutMeg), stanno nascendo forme di consulenza indipendente innovative ed esclusivamente sul web, come MoneyFarm.

MoneyFarm è uno strumento di consulenza finanziaria indipendente, personalizzato e soprattutto online.

moneyfarmAlle figure canoniche della consulenza indipendente si aggiunge quindi una piattaforma che ha lo scopo di guidare il piccolo risparmiatore nella gestione delle sue finanze rendendo semplici e accessibili soluzioni finanziarie avanzate.