Il mutuo a tasso variabile con CAP

Uno dei più grandi dilemmi nel momento in cui si deve acquistare casa è capire che mutuo scegliere. Oggi il mutuo variabile con CAP rappresenta una soluzione in grado di mantenere il tasso più basso rispetto a quello fisso con una tutela maggiore per i mutuatari rispetto al mutuo a tasso variabile classico.

Proprio per questo il mutuo variabile con CAP sta registrando un aumento di richieste. Questa formula prevede la fissazione di un  limite massimo di tasso, oltre il quale la singola rata mensile non può andare. Questo tetto è definito CAP e viene stabilito per contratto con lo scopo di offrire ai mutuatari una tutela dall’oscillazione al rialzo del tasso di interesse.

I mutui a tasso variabile con CAP sono un servizio aggiuntivo offerto dalle banche (a volte sono legati alla stipula di polizze mutuo), messi a disposizione del mutuatario a fronte del pagamento di una cifra aggiuntiva sul totale della rata.

Vediamo ora quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei mutuo variabile con CAP.

Tra gli aspetti positivi c’è da segnalare il grado di garanzia che questa formula è in grado di offrire. I mutuatari possono così godere di tassi più bassi rispetto al mutuo a tasso fisso, rimanendo sicuri, allo stesso tempo, che le rate non supereranno mai un determinato importo mensile grazie al contenimento dell’oscillazione verso l’alto del tasso.

Come svantaggio bisogna considerare il fatto che presenta un tasso leggermente più alto rispetto ai mutui a tasso variabile classici, dovuto al pagamento alla banca di un che aumenta sostanzialmente lo spread.

Ad ogni modo l’aumento contenuto del tasso di interesse rispetto al mutuo a tasso variabile classico rende il mutuo variabile con CAP un’alternativa molto interessante.

Le spese per il mutuo della prima casa

Chi sta per accendere un mutuo per comprare la prima casa va incontro ad alcune voci di spesa: per la precisione sono cinque, vediamole nel dettaglio:

- spesa per l’istruttoria: serve alla banca per decidere de concedere o meno il finanziamento; varia dai 180 ai 300 euro

- spese di perizia: lo scopo è di stabilire il valore reale dell’abitazione in questione; varia dai 100 ai 300 euro

- spese notarili: una volta che il mutuo ci viene concesso, serve l’atto di ipoteca redatto da un notaio; bisogna poi aggiungere le imposte statali per l’attività contrattuale

- spese per l’imposta sostitutiva: consiste nel 0,25% sul totale dell’importo

- spesa per l’assicurazione: ogni mutuo è legato ad un’assicurazione, il cui valore dipende da quello dell’abitazione e dall’importo del mutuo

Tutte queste spese si azzerano in caso si scelga (e si possa) estinguere il mutuo anticipatamente.

Il tasso variabile è ora il più interessante

La scelta di un mutuo (online o tradizionale) con tasso variabile, negli ultimi anni si è sicuramente dimostrata l’opzione migliore e anche chi poco tempo fa ha rifiutato di cambiare da tasso variabile a fisso su proposta delle banche ha potuto risparmiare sulle rate, grazie alla discesa dei tassi di interesse.

La BCE sta infatti portando gli indici Euribor a livelli sempre più bassi. Di conseguenza le rate di mutuo dei contratti già stipulati si sono abbassate e, ovviamente, è aumentato l’interessamento di nuovi clienti verso questo tipo di prodotto.

I parametri solitamente usati per indicizzare i finanziamenti ipotecari per la casa sono l’Euribor a tre mesi e l’Euribor un mese, entrambi oggi ai minimi storici. A ciò va poi sommato il guadagno della banca, lo spread, attualmente oscillante per i mutui a tasso variabile sul 3%.

C’è chi preferisce avere un tasso fisso e sapere che comunque vada pagherà la solita rata, oppure c’è chi “rischia” qualcosa in più accendendo un mutuo in cui nel tempo potrebbe pagare meno interessi.

Esistono dei siti internet pensati per aiutare a compiere la giusta scelta, come SuperMoney, che consentono la comparazione e il confronto online delle migliori banche.