Il mutuo casa fa salire le spese mensili

Un’indagine recente condotta sui mutui online erogati negli ultimi 12 mesi mette in evidenza come il mutuo rappresenti una spesa mensile media di 651 euro per famiglia.
Se si considera infatti la media dei mutui erogati, caratterizzata da un importo del mutuo di  141.200 euro con una durata di 27,2 anni ed un tasso di interesse applicato del 3,20%, ne risulta una rata mensile di rimborso del mutuo superiore a 650 euro.
L’analisi non presenta molte differenze con i dati storici dell’Istat che evidenziano quanto il mutuo rappresenti la spesa a maggior impatto sul bilancio familiare. Nel corso degli anni, oltre 2,9 milioni di famiglie italiane, dati Istat alla mano, hanno acquistato la prima casa accendendo un mutuo ipotecario pesando sulle famiglie in media circa 5.940 euro all’anno, ovvero 495 euro al mese.
Il mutuo si conferma quindi la prima voce di spesa per il 16,7% delle famiglie italiane che ha acquistato casa tramite un finanziamento ipotecario. Per spese mensili che si aggirano attorno ai 2.370 euro, quasi 500 euro corrispondono alla rata mensile di rimborso del mutuo; 467 euro vengono pagate per i trasporti, spesa aggravata dall’assicurazione RC auto, dalla benzina e dalle eventuali rate del prestito auto; 294 euro sono connesse alla casa (tasse, bollette e manutenzione) e 173 euro vengono spese in abbigliamento.
La casa di proprietà rappresenta quindi l’investimento preferito dagli italiani, cui è destinato in media, tra mutuo, tasse, bollette e manutenzione, oltre il 34% dell’intero budget familiare. La percentuale sale al 37% nell’Italia centrale, dove, nel mercato immobiliare di Roma e dintorni, l’investimento casa è più oneroso.
Fonte: Money360

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Mutui News: rimangono fermi i tassi ma salgono le rate

Negli ultimi 12 mesi, le rate dei nuovi prestiti immobiliari erogati in Italia hanno infatti subito una brusca impennata, anche se il costo del denaro ufficiale rimane inchiodato al minimo storico dell’1%, come confermato dal presidente della banca centrale europea (Bce), Mario Draghi.

La responsabilità del caro-mutui è infatti tutta delle banche che, nel corso del 2011, hanno pesantemente aumentato lo spread, cioè il differenziale di interesse che viene di solito applicato sul debito residuo di qualsiasi finanziamento (e che, per gli istituti di credito, rappresenta un margine di guadagno).

Di conseguenza, gli istituti di credito sono oggi molto restii a dare nuovi soldi in prestito ai propri clienti (a cominciare da quelli che chiedono un mutuo), se non a condizioni particolarmente onerose. Dunque, chi si indebita per comprar casa non ha scelta: oggi è costretto a pagare delle rate più pesanti, a meno che non voglia attendere qualche mese prima di sottoscrivere il finanziamento sperando che, nel sistema bancario, torni finalmente a splendere il sereno.

Discorso diverso, invece, per chi ha avuto la fortuna o il tempismo di accendere il mutuo un anno fa e paga uno spread più basso. Per questi debitori, le condizioni concordate con il proprio istituto di credito, al momento della stipula del contratto, non possono più essere cambiate.