Come cambia il Fondo di Solidarietà

Ci sono cambiamenti in vista per il Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa. La Riforma del lavoro, varata dal Ministro Fornero, prevede infatti che l’accesso al Fondo sarà esclusiva di due categorie: chi perde il posto di lavoro e chi è colpito da handicap. In presenza di queste casistiche, è prevista la sospensione delle rate del mutuo per l’acquisto della prima casa.

Secondo quanto previsto dalla vecchia normativa del 2008, il Fondo permetteva, in particolari condizioni, di sospendere le rate del finanziamento, facendosi però carico degli oneri finanziari, ovvero degli interessi delle rate sospese.

Queste agevolazioni venivano concesse in vari casi, ma adesso, secondo quanto previsto dalla Riforma Fornero, la sospensione sarà limitata ai soli soggetti che dovessero perdere il posto di lavoro dipendente o parasubordinato e in presenza di forme di handicap.

Verrebbero dunque esclusi dai benefici tutti gli altri casi in precedenza previsti, come per esempio i costi di ristrutturazione e l’aumento della rata del mutuo variabile. Non verranno prese in considerazione neanche le risoluzioni consensuali, le dimissioni non per giusta causa, il raggiungimento dell’età per andare in pensione, il licenziamento per un giustificato motivo soggettivo.

Resta comunque il fatto che l’Istituto di credito può concedere la sospensione senza che siano fornite altre garanzie aggiuntive e senza il pagamento di commissioni aggiuntive o spese istruttorie.

 

Calo drastico della pratica della “surroga”

Introdotta dal decreto Bersani nel 2007, la surroga (o portabilità) era sembrata davvero un colpo di fortuna per i consumatori, e anche un ottimo strumento per rafforzare la competitività tra banche. Questo provvedimento permette a coloro che hanno sottoscritto un mutuo di trasferire senza costi il debito residuo presso un altro istituto bancario che applichi condizioni migliori. All’inizio ne hanno usufruito in molti, ma oggi questa pratica sembra non piacere più: né alle banche né ai clienti. Come mai?

“Perché – dice Renato Landoni, presidente della società di mediazione creditizia Kiron Partner– agli attuali livelli di spread, la surroga non è più economicamente conveniente per il cliente. E gli istituti di credito la considerano più rischiosa”.

Il sopraggiungere della crisi ha spinto le banche a ridurre gradualmente l’offerta, e contemporaneamente l’accesso ai finanziamenti si è fatto via via più difficile al passato, escludendo di fatto quella fascia di mercato finanziariamente più debole.

Le famiglie, dal canto loro, temendo di non ottenere le delibere necessarie, sono meno propense a spostarsi da un istituto di credito a un altro. Ma è soprattutto “il fattore convenienza” che conta, ed è ormai chiaro che trovare, oggi, un mutuo a condizioni migliori di un’altro stipulato un anno e mezzo fa è pressoché impossibile.

La situazione potrà cambiare solo quando i tassi d’interesse ricominceranno a diminuire, e le banche potranno allora lanciare sul mercato nuovi prodotti.

L’affitto con riscatto sempre più scelto come alternativa al mutuo

Il mercato dei mutui in Italia, come ben sappiamo, non sta certo vivendo un buon momento, ma questa diffusa impossibilità ad accedere ai mutui sta anche generando effetti positivi: in particolare sta via via favorendo la cosiddetta formula dell’affitto con riscatto. Può essere definita una sorta di via di mezzo tra l’acquisto e l’affitto di un immobile.

L’affitto con riscatto è una particolare formula di contratto che prevede la stipulazione contestuale di due diversi accordi: un contratto di locazione, ad un canone però superiore rispetto a quello di mercato, e un contratto di opzione, il quale stabilisce che l’inquilino, al termine ultimo della scadenza (solitamente dopo 3 anni) e a un prezzo già stabilito, sarà in grado di acquistare la casa. Il canone di locazione, come è facilmente intuibile, è soggetto a maggiorazione in modo che l’inquilino sia in grado di metter via la somma di denaro, in particolare la metà, da utilizzare nel caso in cui si decida di procedere con l’opzione di acquisto. Il prezzo pattuito per il futuro acquisto sarà pari alla differenza tra il prezzo di listino già concordato e il totale delle somme accantonate.

Questa opzione può essere una valida soluzione per chi non potesse accendere un mutuo o per chi non disponesse della liquidità necessaria per l’acquisto immediato dell’immobile.. A questo vanno poi ad aggiungersi tutta una serie di vantaggi: parliamo in particolare di vantaggi fiscali, come nel caso dell’ Imu, che viene pagata dal proprietario anche per tutta la durata del contratto di affitto. Inoltre nel momento in cui l’affittuario decidesse di procedere con l’acquisto, potrà farlo ad un prezzo bloccato al momento della stipulazione del contratto.

Nell’ ultimo mese l’interesse verso questa soluzione, già attiva in altri Paesi, sta crescendo anche in Italia (soprattutto al Nord), con un incremento medio delle offerte del 13% e della domanda del 9%.