Mutui: il 25% dei richiedenti è donna

I sondaggi italiani parlano chiaro: il 25% delle persone che chiedono un mutuo per comprare un’abitazione è costituito da donne.

Il dato non solo è sintomatico dell’emancipazione femminile sia sul piano lavorativo che sociale, ma è altresì indicativo dei tempi attuali nei quali il lavoratore per antonomasia non è più esclusivamente maschio ma,data la propensione alla precisione, femmina e soprattutto single.

Il rapporto non è omogeneo se paragoniamo tutte le aree della penisola:si rileva infatti un maggior numero di mutuatarie al nord,dove peraltro si preferisce il tasso variabile.

Considerando dunque che molti istituti di credito han dato il via ai cosiddetti “conti in rosa” (cioè stipule congeniali ad esigenze prettamente femminili e spesso in collaborazione con l’imprenditoria femminile,agevolata dai vari enti locali), si evince che è possibile per molte donne lavoratrici acquistare casa a condizioni di mutuo assai favorevoli.

Finalmente la nuova legge su mutui e polizze.

Il già oltremodo discusso punto focale che lega le polizze ai mutui ha ottenuto risoluzione con una legge che sarà in vigore dal prossimo 2 aprile, risolvendo in tal modo parecchi problemi ai mutuatari.

Essa prevede infatti che coloro i quali sottoscrivano un mutuo per la casa, possano scegliere l’assicurazione connessa senza l’obbligo di sottoporsi ai dettami bancari.

Questa legge rappresenta il nuovo regolamento Isvap,secondo il quale si ben precisa che gli istituti di credito non possono assumere il doppio ruolo di distributori di assicurazioni ed allo stesso tempo di beneficiari.

Le famose polizze in questione son quelle riguardanti la copertura delle rate in caso d’insolvenza dovuta ad infortunio, perdita di lavoro o morte e che l’anno passato han fruttato ben 2,4 miliardi di euro.

A questo punto il richiedente non è più vincolato e può legalmente usufruire delle varie agevolazioni provenienti dai vari istituti di credito al fine di firmare una stipula per lui il meno rischiosa possibile.

Mutuo e Lavoratore atipico: quali condizioni

Le odierne forme contrattuali di lavoro han visto moltissimi lavoratori atipici richiedere un mutuo.

Si definiscono tali coloro i quali hanno in essere un contratto di lavoro a progetto,a tempo determinato,a collaborazione e simili e si riscontra che mediamente l’età del mutuatario è compresa tra i 18 ed i 35 anni. Le condizioni di stipula ovviamente variano da un istituto di credito all’altro, ma in genere esse prevedono un garante e la prova tangibile che il richiedente abbia lavorato in maniera continuativa per un determinato periodo di tempo.

A parte queste restrizioni, la formula comporta anche delle agevolazioni ovvero: in caso di necessità dovuta alla sospensione del rapporto di lavoro, si può sospendere il pagamento delle rate prorogando la durata del mutuo stesso senza penali.

Inoltre, possono essere consentite altre sospensioni o rinegoziazioni nel rispetto delle condizioni contrattuali.

Si evince quindi che anche se si è per così dire “precari” si possono ottenere ugualmente finanziamenti con condizioni personalizzate atte ad agevolare le esigenze del richiedente.